venerdì 17 luglio 2026
Io sto con Wanna Marchi
È incredibile come il caso del #gioielliere smuova così tanto l’opinione pubblica.
Da politici privi di competenza che chiedono la grazia, a chi fieramente "io sto dalla parte del gioielliere" ovvero dalla parte di chi pensa che nei tribunali il metodo utilizzato per applicare la legge sia la morra cinese. La reazione viscerale a casi di cronaca di questo tipo evidenzia una spaccatura profonda tra la complessità tecnica del diritto e la pancia del dibattito pubblico.
Una parte dell'opinione pubblica percepisce le sentenze non come il risultato di un'analisi rigorosa di prove e codici, ma come un verdetto arbitrario, quasi bizzarro e guidato da un "buonismo" distaccato dalla realtà.
Quando un tribunale si pronuncia sulla legittima difesa, non lancia una monetina ma analizza parametri giuridici chiarissimi (e rigidi):
L'attualità del pericolo: La minaccia era ancora in corso o si trattava di una reazione tardiva (e quindi di una vendetta/punizione)?
La proporzionalità: La reazione era commisurata al pericolo reale corso in quel preciso istante?
L'inevitabilità: C'erano alternative praticabili per evitare il danno senza ricorrere alla forza letale?
Il paradosso è che la narrazione politica e mediatica tende a ridurre la complessità del codice penale a uno scontro binario e sportivo: "io sto con il gioielliere" contro "io sto con lo Stato".
Questo tifo da stadio non fa altro che alimentare l'idea che le leggi siano un optional negoziabile a seconda della simpatia o della gravità (emotiva) del reato subito . Quando la politica cavalca queste reazioni promettendo grazie preventive o riforme sull'onda dell'emotività, rischia di legittimare una sorta di giustizia fai-da-te, incrinando le basi stesse del patto sociale.
Tuttavia comprendo che questa tendenza a voler scavalcare il rigore della legge in nome del "sentire comune" è un fenomeno amplificato principalmente dalla propaganda politica e dai social e riflette una reale e più profonda crisi di fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato.
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