mercoledì 5 agosto 2026

Il cielo sopra Torino






L'autobus per me ha un effetto anestetizzante, come nel cielo sopra Berlino, ascolto come un angelo invisibile, i discorsi delle persone che mi circondano, collezionando frammenti di vite altrui.

Oggi ho davvero apprezzato la Signora che, avendo trascorso al telefono tutto il tempo del tragitto, parlando come fosse sola a tono medio-alto, di uomini, sesso e droga, ha concluso la telefonata con un solenne: "lei pensa a farsi le vacanze con l'amica ed io la faccio cornuta".
Alla mia destra due signore, nel frattempo, parlavano del caso della collega rimasta intrappolata in un letto contenitore, con chiusura meccanica, ritrovata qualche giorno dopo come in una Vergine di Norimberga.
-"Ma dove l'hai letta la notizia?"
-"L'ha messa nel gruppo Rosy, l'ha presa sull'internet"
-"Io quando lo pulisco sto attenta e spolvero pure la meccanica", con tono professionale afferma che lei è esperta e non potrebbe mai accaderle. E' stata dura non intromettersi.
Più in giù una signora anziana si lamenta che la spesa è cara, che le sigarette sono aumentate, e che è tutta colpa dei cinesi se i negozi italiani stanno fallendo. L'ho guardata attentamente mentre sfoggiava le sue scarpe marca "fashon" e la borsa "Bucci". Vieni qui fatti abbracciare, nel mezzo di tutti questi scrollatori compulsivi, con le orecchie tappate dalle cuffie bluetooth, lei è viva, è vera, protesta, straparla, abitando quel microcosmo umano generatore di interferenze per la morte.
Scendo alla prossima, e devo assolutamente sbrigarmi a rintracciare il marito dell'amica prima che parta per le vacanze.


domenica 19 luglio 2026

Il gioielliere nel bosco



La destra è talmente priva di argomenti che ha bisogno di strumentalizzare l'opinione pubblica, finendo per manifestarsi in tutto il suo accattonaggio politico.
Prima il caso della "famiglia nel bosco", ora quello del #gioielliere: trattati come se fossero casi isolati o avvenimenti senza precedenti.
​Cavalcano le onde emotive come valchirie ignoranti, riempiendosi la bocca di un qualunquismo e di un riduzionismo degni dei salotti di Canale 5.
Di salari, ambiente, pari opportunità, lavoro e pressione fiscale, invece, non c'è nemmeno l'ombra. Questo populismo penale e polarizzante ha l'unico obiettivo di distogliere il focus dai veri problemi del Paese; la stagnazione degli stipendi e la precarietà, la transizione ecologica e la gestione dei rischi climatici, la riforma del fisco e la lotta all'evasione, il divario di genere e il welfare.
​Un governo che, con la complicità della stampa, preferisce rincorrere la cronaca spicciola piuttosto che occuparsi dei trend macroeconomici dimostra soltanto una qualità: l'incompetenza.

venerdì 17 luglio 2026

Io sto con Wanna Marchi


È incredibile come il caso del #gioielliere smuova così tanto l’opinione pubblica.
Da politici privi di competenza che chiedono la grazia, a chi fieramente "io sto dalla parte del gioielliere" ovvero dalla parte di chi pensa che nei tribunali il metodo utilizzato per applicare la legge sia la morra cinese. La reazione viscerale a casi di cronaca di questo tipo evidenzia una spaccatura profonda tra la complessità tecnica del diritto e la pancia del dibattito pubblico.
​Una parte dell'opinione pubblica percepisce le sentenze non come il risultato di un'analisi rigorosa di prove e codici, ma come un verdetto arbitrario, quasi bizzarro e guidato da un "buonismo" distaccato dalla realtà.
​Quando un tribunale si pronuncia sulla legittima difesa, non lancia una monetina ma analizza parametri giuridici chiarissimi (e rigidi):
​L'attualità del pericolo: La minaccia era ancora in corso o si trattava di una reazione tardiva (e quindi di una vendetta/punizione)?
​La proporzionalità: La reazione era commisurata al pericolo reale corso in quel preciso istante?
​L'inevitabilità: C'erano alternative praticabili per evitare il danno senza ricorrere alla forza letale?
​Il paradosso è che la narrazione politica e mediatica tende a ridurre la complessità del codice penale a uno scontro binario e sportivo: "io sto con il gioielliere" contro "io sto con lo Stato".
​Questo tifo da stadio non fa altro che alimentare l'idea che le leggi siano un optional negoziabile a seconda della simpatia o della gravità (emotiva) del reato subito . Quando la politica cavalca queste reazioni promettendo grazie preventive o riforme sull'onda dell'emotività, rischia di legittimare una sorta di giustizia fai-da-te, incrinando le basi stesse del patto sociale.
​Tuttavia comprendo che questa tendenza a voler scavalcare il rigore della legge in nome del "sentire comune" è un fenomeno amplificato principalmente dalla propaganda politica e dai social e riflette una reale e più profonda crisi di fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato.




venerdì 12 giugno 2026

Liberi si diventa








Oggi sono stata in carcere per una dichiarazione di nascita. Eppure, ogni volta che entro alle Vallette, anche solo per celelebrare un matrimonio, è come fosse sempre la prima volta. La cosa che mi lascia sempre di stucco è la sala d'attesa in cui i congiunti dei reclusi attendono le autorizzazioni per i colloqui. Mi stupisce la tranquillità, la naturalezza, la disinvoltura, come fossimo all'ufficio postale. Devo lasciare tutto ciò che porto con me nelle cassette di sicurezza, il cellulare l'oggetto più contundente. Lascio anche quello. Non c'è fiducia , nonostante la scorta fino in aula magistrati, la sensazione è sempre la stessa: stupore misto ad un senso di surreale inadeguatezza. Si tratta di una realtà parallela nella quale il tempo sembra essersi fermato nonostante in questa città sia tutto un brulicare di andarivieni. Magistrati, avvocati, polizia, operatori, insegnanti, consegne, mensa, persino un bar per gli impiegati gestito con l'aiuto di qualche ospite premiato. Davvero per alcuni questa è la normalità? Il carcere sembra quasi un' alternativa pensabile, possibile. Si sorride, si fa amicizia. Poi l'urlo di una donna dalla finestra con le sbarre: ehi tu aiutami. Non sollevo nemmeno lo sguardo.Il passaggio attraverso i cancelli, i controlli, sono di nuovo fuori. Respiro, come respirano dentro.

​"La libertà non è stare tra due pareti di pietra, ma tra due pareti di pensiero."
— Kahlil Gibran

mercoledì 10 giugno 2026

Torta al Forno






Ma quale Grande Mela? Ma quale Manhattan? Parliamone. Ormai #Torino è ufficialmente la New York d'Italia, solo con più sensi unici, i controviali e molta meno ansia da prestazione.​Fateci caso, i parallelismi sono inquietanti:
​Loro hanno l'Empire State Building? Noi abbiamo la Mole Antonelliana, che stringi stringi col mantello di Dracula e l'ascensore panoramico l'effetto wow è lo stesso, ma con meno rancore.
​Loro hanno Central Park? Noi abbiamo il Valentino, con gli scoiattoli mannari che più che chiedere cibo lo estorcono con l'andi di Matteo Messina Denaro.
​Loro hanno i Taxi Gialli? Noi abbiamo la Linea 4, un'esperienza borderline che nessun parco giochi di Coney Island potrà mai eguagliare.
​A Torino trovi tutto, ma proprio tutto quello che c'è a New York. Solo che noi lo facciamo con quel pizzico di sobrietà sabauda che ti fa sentire costantemente giudicato dal fantasma di Cavour.
​A New York c'è la cultura del "branding" estremo, dei negozi dai nomi concettuali tipo "cakes & Dreams" o "The Concept of Bread". Noi a Torino siamo più pratici, andiamo dritti al punto.
​Avanguardia pura, in pieno centro abbiamo:
​"TORTA AL FORNO" . Poesia, nessuna metafora, nessuna pretesa.
Cosa vendono? Non voglio dirvelo. Scopritelo da soli e provate l'eccezionale pane al cocco tipico delle valli...delle valli vietnamite. Quindi ascoltami bene, Times Square: tieniti pure la tua fretta e la tua nebbia che esce dai tombini. Noi abbiamo i portici, la nebbia vera che ti cancella i palazzi, e la certezza matematica che se un negozio si chiama "Torta al forno", dentro dio solo sa cosa ci trovi cotto al forno.

martedì 2 giugno 2026

Il generale alle grandi manovre


Se anche voi siete stanchi di questo faticoso XXI secolo, pieno di donne che pretendono di decidere della propria vita, persone LGBTQ+ che chiedono diritti invece di nascondersi in soffitta, e atlete con la pelle scura, giacchè l'italianità si misura con la scala dei colori di Windows, questo è il leader giusto per voi: il generale Vannacci.

Rivendicatore del diritto all'odio e al disprezzo, concetto flosofico che l'umanità cercava di superare dai tempi dei Neanderthal, evidentemente tra gli accoliti della sua fanbase ha ancora il suo fascino vintage.
Grazie alle sue rivelazioni abbiamo scoperto che i potenti della Terra non si riuniscono più al Bilderberg, ma nei retrobottega di qualche atelier per decidere come boicottare la famiglia tradizionale a colpi di glitter; e se una cosa ci spaventa o non la comprendiamo, basta etichettarla come "complotto fluidista" e ritirarsi in caserma. Questa misteriosa "lobby" che vuole renderci tutti fluidi, non si sa bene chi la diriga, ma pare sia potentissima. Probabilmente si riunisce di notte nei retrobottega di negozi veg, per pianificare la distruzione della famiglia tradizionale a colpi di rucola, avocado toast e congiuntivi corretti.
In attesa del suo prossimo libro di fisica quantistica in cui ci svelerà che la terra è piatta, potete continuare a seguire le sue retromarce rivoluzionarie che vi condurranno direttamente nelle caverne, o nelle caserme, posizionate sempre lì in fondo a destra, dove si trovano le toilette.

venerdì 29 maggio 2026

Pensare stanca




Hai presente quel tuo conoscente che non sa coniugare un congiuntivo ma ha già aperto tre attività, comprato casa e imparato il cinese su YouTube? Ecco, un neuroscienziato coreano ha appena spiegato perché lui ce la fa e tu sei ancora lì a fare il backup dei tuoi dubbi esistenziali.
​Il tuo cervello usa il 'Default Mode Network' un simulatore di catastrofi di ultima generazione. Mentre gli altri vivono, tu stai elaborando:
​Il rischio calcolato di scivolare su una buccia di avocado nel 2034.
​La legge sull' entropia per cui oggi "non è la giornata ideale".
​Perché ti sono cadute le chiavi di casa dalle mani mentre andavi a buttare 7 sacchi di immondizia (sicuramente un segno premonitore).
​I "semplici" invece usano il Direct Experience Network. Funziona così: vedono una cosa, la fanno. Se ne fregano, cadono si rialzano, se ne sbattono. Non passano tre settimane a studiare la gravità newtionana della caduta e l'impatto psicologico della figura di merda. Loro agiscono, tu stai ancora elaborando il buffering.
​In definitiva: mentre tu stai ancora cercando di capire se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, qualcuno ha già bevuto l'acqua, venduto il bicchiere e investito il ricavato in un set di caraffe.
Non sei sfigato, pensi troppo