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sabato 9 marzo 2013

Napolitano, il mandato esplorativo e il governo tecnico di zio Paperino

 Sono trascorse due settimane dalle elezioni e ancora non sappiamo chi governerà il nostro paese. Il totogoverno è aperto e l'unica cosa che noi possiamo fare è puntare al centro scommesse.

Le possibilità sono sostanzialmente due: o si alleano o si ritorna alle urne: anche se vorrei che alcuni ci tornassero proprio dentro alle urne, quelle cinerarie.

Alcuni scrutinatori hanno rivelato che quando Napolitano è andato a votare , invece di uscire dalla porta, si è confuso e si stava infilando dentro la scatola del ministero dell'Inferno, scusate, Interno.

Tuttavia, a noi cittadini italiani arrabbiati e vessati, non ci rimane che attendere quale formazione preferiranno i parlamentari, per scongiurare il pericolo di voto imminente. Voto, che visto gli ultimi eventi, manderebbe sulla poltrona di casa molti altri ancora.

Bersani, con i suoi otto punti copiati dal programma del Movimento 5 Stelle, apre a Grillo che lo picchia e di punti gliene fa dare cinque, di sutura. Alfano e il Pdl, chiusi in un doloroso silenzio, pare attendano affacciati dai loro balconi il passaggio del funerale, salvo poi festeggiare la dipartita e consolare gli italiani. Monti, che non se lo fila nessuno, si mangia le unghie, nell'angolino, fino al gomito per aver perso non solo la dignità, ma anche la possibilità di rallegrarci con un nuovo governo tecnico. Alcuni giornalisti sostengono di averlo sentito rantolare mentre diceva al cittadino immaginario, suo compagno di giochi: “Il mio tesoro, potevo prendermi direttamente le case”. Grillo, il diavolo di tutte le pentole, toglie tutti i coperchi e continua nella sua strada, assolutamente convinto dei suoi progetti. Si rifiuta di apparire e assiste, sfregandosi le mani, all'assalto delle “cavallette” che tentano di mangiarsi anche i bambini, visto che il raccolto è marcito da anni.

Le operazioni di boicottaggio nei confronti del M5S, hanno raggiunto livelli da comare di borgata. Sono stati persino accusati, in buona sostanza, di essere troppo puliti e “vergini” per un ruolo così peccaminoso. Da quando l'onestà non va di moda? A saperlo prima, Grillo, poteva assoldare Giannino o Crosetto, loro sì che erano titolati; peccato però che non gli hanno spiegato che le lauree a Trivial Pursuit non valgano.

Adesso, siamo nelle mani del nostro Presidente della Repubblica, che secondo le ultime agenzie, avrebbe intenzione di organizzare un “mandato esplorativo” che non è altro che il conferimento di un incarico, dato a un possibile presidente del consiglio , per "esplorare" i vari partiti in parlamento e cercare una maggioranza; incarico che Napolitano avrebbe intenzione di dare a Bersani, seguito da un governo tecnico della Cancellieri.

Confesso che ho dovuto rispolverare il mio vecchio manuale di diritto pubblico, ma la prima cosa a cui ho pensato, quando ho sentito “mandato esplorativo”, è stato Pierluigi vestito da giovane marmotta, con un cappello scout con su ricamata una B rossa, che con una torcia cerca tra gli spalti di palazzo Chigi, animali in via d'estinzione, magari giaguari da smacchiare.

La Cancellieri, dal Forte Paperopoli, con la voce soave della bambina de “L'esorcista”, impartisce ordini dal suo trono a croce capovolta. Insomma, siamo ancora nella fase delle “ipotesi di governo”, supportate da tesi di laurea come quelle di colui che è intento a fermare il suo declino.

Non ci rimane che attendere l'Avvento di un deus ex machina, ovvero colui che risolverà, come calato dal cielo, la trama complessa di questa tragedia in tutto lo stile pizza e mandolino.

originariamente pubblicato su: sicilianews24

venerdì 1 marzo 2013

Elezioni 2013: facciamo il punto interrogativo della situazione


L'Italia, dopo queste elezioni, un passo avanti l'ha fatto: prima era divisa in due, ora in tre. L'unico partito a governare in questo momento è il caos.
Il Parlamento risulta tripartito, ingovernabile tra Pd, Pdl e Movimento Cinque Stelle. Cinque stelle che daranno filo da torcere se il movimento Bed & Breakfast non farà un'intesa.
Lo spoglio non è ancora finito e già si parla di nuove elezioni, esattamente come quando al pranzo di Natale stracolmi e strasazi, si parla del cenone di Capodanno.
L'ingovernabilità pare l'unica chance, escludendo a priori la possibilità “d'amore e d'accordo” per il bene dell'Italia.
Dopo una serie di auto eliminazioni, lutti in casa Fli e Italia dei Valori bolliti. 
Fini, che più che allo spoglio ha assistito alle sue spoglie, ha ritirato dal commercio i tortellini, dal momento che contenevano carne di giaguaro. 
Ingroia, a nemmeno due ore dalle proiezioni, aveva già prenotato il biglietto per il Guatemala. 
A Giannino hanno consegnato un oscar come miglior attore protagonista per il remake de “Il laureato”. Adesso, pare, si sia dato all'alcool: bere per fermare il declino, il suo. 
Monti, a reti unificate, si è ritenuto “soddisfatto” del risultato raggiunto; poi alla fine del collegamento ha scoperto che i dati sulle proiezioni non erano del Viminale, ma del punto Snai di Porta Portese. 
Casini, salvato in punto di morte, ha seriamente rischiato di andarsene a lavorare.


Insomma, siamo l'unica nazione in cui l'avversario ha consegnato la patria in mano al nemico.
I “grilletti” del M5S sono pronti a sparare. Non ci rimane che attendere, tenendo a mente che “quando i giganti fanno la guerra sono i fili d'erba a soffrire”.

Originariamente pubblicato su Sicilianews24