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venerdì 25 aprile 2014

La sposa perfetta, dal 1895

                                                I doveri delle spose del 1895.


Questo è uno stralcio di una predicazione sulla Sacra Famiglia. Un elenco che è una tragedia. 
Il punto 1 è il minimo sindacale. Poi, dal 2 in poi, comincia l'escalation di comandamenti medievali:
2. Rispettarlo come capo. Ricordiamoci che le donne però sono il collo e sanno come fare girare il "capo" quando vogliono. 
3. Obbedirlo come nostro superiore. Certo, magari abbaiare e scodinzolare all'occasione.
4.Assisterlo con premura. "Dove sono i calziniiii?" e un bel deciso "pìgliateli." può essere sufficiente.
5.Ammonirlo con reverenza. Il mattarello fa parte della reverenza?
6. Rispondergli con grande mansuetudine. Per 5 giorni al mese è fantascienza.
7. Pregare per esso il Signore. Sono ammesse cose del tipo "Gesù ti prego azzoppalo".
8. Tacere quando è alterato. Ottimo per farlo sentire in colpa, intanto meditate vendetta.
9.Sopportarne i difetti. Disclaimer: non saper tenere l'uccello nelle mutande non è un difetto.
10.Schivare con familiarità gli altri uomini. Soprattutto quelli che bussano alla porta e dicono "Siamo di Equitalia"
11. Non consumare la roba in vanità. Boh, forse non bisogna usare i cetrioli come maschere per il viso, ma farli all'insalata.
12. Essere sottomessa alla madre al marito e ai suoi.... ah ah ah ah
13.Umile e paziente con le cognate. Un invito a scegliervi figli unici.
14.Prudente con quelli della famiglia. Non lasciate coltelli in giro.
15.Amante della casa. Una volta avevo un vicino che di cognome faceva "Della Casa"...
16. Riservata nei discorsi. Il condominio, può anche non essere interessato ai vostri stati di FB.
17. Osservatrice dei doveri religiosi. Esattamente come la mantide, quella religiosa che stacca la testa al partner dopo l'amplesso.

18...Non c'è il 18. Sicuramente chi ha scritto 'sta cosa è morto ammazzato. Dalla sposa perfetta. 

martedì 18 giugno 2013

A pensar male si fa peccato però...

Giorni caldi per i diritti. Diritti non rispettati, diritti sopraffatti, diritti calpestati, diritti reclamati. Dalla Turchia ai Pride è un tumulto continuo e irriducibile. Il popolo vuole, il popolo chiede ad alta voce. E ai piani alti che succede?

Succede che prima, cioè dal concilio di Nicea ad oggi,  la Chiesa si preoccupa di mandare all'inferno gli omosessuali e che qualche genio del pastificio politico blatera "meglio fascista che frocio"; dai bassifondi del Mpa - l'illustre sconosciuto Figuccia- riferendosi al gay-pride scrive a Napolitano,  col tono da Nostradamus,  che saremo puniti come a Sodoma e Gomorra. Poi, dopo,arriva  il Papa più rivoluzionario della storia mondiale , Francesco I,afferma senza paura: "C'è una lobby gay qui nel Vaticano" e succede che i partiti di centro destra promuovono leggi a favore delle unioni omosessuali dopo anni  di moniti super-conservatori.

Ho il sospetto che la lotta per i diritti si svolga su un filo funambolico tenuto alle estremità da due forze. Ma è solo un sospetto, un pensiero. Vero è che a pensar male si fa peccato, però mi sembra un peccato anche non pensare.



Governare è far credere. 
(Niccolò Machiavelli)



mercoledì 10 aprile 2013

Bergoglio, ce l’ho, mi manca. L'abum di figurine di Papa Francesco


La Monaca di Manzo scrive...
Quando ero una novizia sbarbina, adoravo fare raccolte di figurine, era una vera e propria ossessione; la Panini grazie a me, infatti, è diventata una holding. Quintali di figurine, doppioni, trattative a sfondo camorristico, con i miei amichetti d’allora, per accaparrarmi i numeri mancanti.
In principio fu l’album dei calciatori anno 1990, per la figurina di Schillaci dovetti dare la metà della mia collezione di doppioni, più Maradona; poi mi dedicai ai cartoni animati: la Bella e la Bestia, La carica dei 101 e niente popo’ di meno che l’album del cantante Luciano Ligabue.
L’altro giorno, presa dalla nostalgia canaglia, mi sono recata dal giornalaio per cercare un album di figurine per rivivere i vecchi fasti da Italia ’90. Entrata nell’edicola però non trovavo nulla che facesse al caso mio. Il calcio, oramai per me, è solo quello che si trova nelle ossa; alle favole ho smesso di credere da un po’ e la musica oramai è sempre la stessa. Delusa e affranta, decido di comprare la settimana enigmistica e al momento di pagare , gettando l’occhio al bancone, eccolo lì, lui, l’album di figurine che non stavo cercando:
l’Album di Papa Francesco: la storia della vita del pontefice raccontata per immagini ovvero narrata attraverso ben 400 figurine.
Per un attimo ho creduto d’avere un’allucinazione. Copertina patinata, anteprima mondiale con pacchetti a solo mezzo euro. 50 centesimi per conoscere a puntate la vita del Santo Padre.
Ora, al di là della questione simoniaca e dell’etica sul mercimonio ecclesiastico, ma voi, ve li immaginate i bambini che giocano sul marciapiede a “lo schiaffo” e sentirli urlare: “Oh, non è giusto, mi hai fottuto Papa Francesco che prende il calice e rende grazie”. Oppure mentre giocano a mignolino: “Non ci gioco più con te, hai usato pure il dito medio per prenderti il Papa mentre benedice i bambini delle favelas”.
“Ti do Bergoglio che prega, in cambio del crocifisso 3D della pagina speciale sui santi”.
salvatore schillaciSì che io, oramai, le uniche figurine che colleziono sono quelle di merda, mi chiedo: era proprio necessario? Facendo un rapido calcolo, considerando la migliore delle ipotesi senza doppioni: 400 figurine, 5 a confezione, 50 centesimi a pacchetto, fanno proprio un mare di soldi. No, non posso permettermelo, il convento mi passa troppo poco, ma non resisto alla tentazione di tornare in convento con questa novità, anche solo per un dispetto alla madre superiora. Ho un’ idea,sapete che faccio? Compro l’album, ma le figurine metto quelle che ho già, i doppioni che tengo conservati da anni. Scappo in cella, già so chi mettere al numero 1…

domenica 17 febbraio 2013

Ratzinger come Celestino V?





"Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l'ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto."



(Dante Alighieri, Inferno, canto III, 58/60)
                                                                                                      

Dante Alighieri, che era un guelfo bianco, avrebbe contestato a Celestino V di aver provocato, abbandonando il pontificato, l'ascesa al soglio di Bonifacio VIII. Viltade è un termine che Dante usa per altri personaggi come Esau o Giuda, per cui va contestualizzato all'interno della Commedia.

Circa quattro mesi dopo la sua incoronazione,Celestino, nonostante i numerosi tentativi per dissuaderlo avanzati da Carlo d'Angiò, il 13 dicembre  1294  nel corso di un concistoro, diede lettura di una bolla, forse appositamente preparata per l'occasione, nella quale si contemplava la possibilità di una rinuncia all'ufficio di romano pontefice per gravi motivi. L'esistenza di questo documento, il cui originale ad oggi non ci è pervenuto, è ancora controversa nella storiografia.

« Io Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità della plebe [di questa plebe], al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima, la tranquillità perduta, abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all'onere e all'onore che esso comporta, dando sin da questo momento al sacro Collegio dei Cardinali la facoltà di scegliere e provvedere, secondo le leggi canoniche, di un pastore la Chiesa Universale. »


« Ego Caelestinus Papa Quintus motus ex legittimis causis, idest causa humilitatis, et melioris vitae, et coscientiae illesae, debilitate corporis, defectu scientiae, et malignitate Plebis, infirmitate personae, et ut praeteritae consolationis possim reparare quietem; sponte, ac libere cedo Papatui, et expresse renuncio loco, et Dignitati, oneri, et honori, et do plenam, et liberam ex nunc sacro caetui Cardinalium facultatem eligendi, et providendi duntaxat Canonice universali Ecclesiae de Pastore. »


Che strana coincidenza, eh?

Vi ricordo che nel giorno in cui Ratzinger annuncia l'abdicazione, ricorre l'anniversario della sottoscrizione dei patti Lateranensi, cioè l'11 Febbraio 1929.

Casualità? Illazioni? Complotto?
Chi vivrà vedrà.