martedì 15 settembre 2015

Nesli, ma chi è?


Mondadori di via Micca, ore 14.00
Sabato scorso sono andata alla Mondadori, vicino Piazza Castello a Torino, per acquistare un libro. Percorrendo la strada per raggiungere l'entrata, mi accorgo che una fila lunghissima di ragazzi in età da Cocoricò, attende riversa sul marciapiede.
Ci sarà qualche reading promozionale, penso.
Mi avvicino, attraverso la folla per arrivare all'ingresso e mi accorgo che una ragazzina tiene in mano un libro, sta ripassando un capitolo con impegno- che nemmeno io all'università quando ho sostenuto l'esame di Procedura Civile- e soprattutto piange come una prefica. Come minimo c'è Umberto Eco, ripenso.
L'occhio mi cade su una copertina e  riesco a leggere il nome dell'autore: "Nesli".
Ma-chi-è-Nesli? Mi domando.
Più avanzavo verso l'ingresso, più la bolgia  pressava per accaparrarsi la pole position. La security riusciva a contenerli con estrema difficoltà.
Sono entrata dal lato non riservato, quello per i clienti normali, ho guardato sulla locandina affissa alla cassa le informazioni sull'evento. C'era la sua fotografia, presa direttamente dal casellario giudiziario di canale 5.
L'artista si trovava al piano di sotto, l'ingresso alle scale era presidiato da due buttafuori senegalesi che sembravano degli armadi a muro. Due ragazze cercavano di corromperli, per entrare subito, spiegando che era troppo importante per loro arrivare prime davanti al loro idolo cioè tu non puoi capire. Gli armadi a muro le guardavano dall'alto, tentati di mollargli un pugno in testa per piantarle sulla moquette. Le Femmine volevano un bacio e l'autografo, i Maschi batti cinque rága troppo figo.
Non mi capacitavo di tanto fervore, quindi ho immediatamente cercato su Google chi fosse questo Muesli.
Scopro quindi che Nesli è l'anagramma di Lines, come gli assorbenti, è che si tratta di un cantante rap italiano, fratello di Fabri Fibra con cui non parla più,  che ha deciso di scrivere un libro autobiografico dal titolo "Andrà tutto bene",  come il suo ultimo disco. Leggo anche che nel 2008 ha sparato ad un suo amico per errore, mentre giocava con la sua pistola.
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Arrivata a casa allora ho provato ad ascoltare qualche brano, leggere qualche canzone, in cerca dell'illuminazione che m'avrebbe fatto comprendere il perché di cotanto seguito. Il risultato è stato, che invece dell'illuminazione, ho spento l'abatjour e il PC, per andare a dormire col tipico senso di dispersione cerebrale di chi si sente fuori tempo.

Ma non  mi preoccupo, andrà tutto bene.






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