C’è stato un glorioso periodo storico in cui la comunità scientifica, anziché riunirsi attorno a un noioso tavolo tecnico per analizzare dati e fare peer-review, preferiva palesemente trovarsi all'osteria dopo il quarto giro di grappa per inventare "sensazionali" trattamenti medici.
In quest’epoca d’oro della medicina creativa — dominata da salassi condotti a occhio, cataplasmi alla cipolla e chirurgia d'alta precisione eseguita dallo stesso barbiere che ti regolava i baffi — la mia attenzione è stata catturata da una perla assoluta. Un titolo estratto direttamente da un vero manuale di psichiatria dell'epoca:
"Le iniezioni sottocutanee di succo dei testicoli dei mammiferi nella terapia delle malattie mentali"
Avete capito bene: succo di testicoli.
La brillante teoria del tempo prevedeva che estraendo liquidi dal testicolo di un toro o di un cavallo e iniettandone l'elisir al malcapitato di turno, una malattia come la depressione sarebbe svanita all'istante. Immaginate la scena: eri triste, demotivato, magari con un filo di esaurimento nervoso? Una bella punturina a base di spremuta di animelle e: via la malinconia, livelli di testosterone a mille e prenotazione immediata per il weekend d'apertura della stagione estiva a Ibiza a ballare sui cubi.
Quando ho scovato questo manuale mi è subito venuto il mente il Covid e come sarebbe andata se la comunità scientifica avesse trovato la soluzione del vaccino perfetto negli organi riproduttivi dei maschi dei mammiferi. Penso ai titoli dei giornali e penso che tutto sommato c'è andata bene....



Commenti
Posta un commento